Per molti bambini e famiglie TOG rappresenta una seconda casa, uno spazio in cui crescere, affrontare sfide quotidiane e costruire il proprio futuro, passo dopo passo.
Per Anna, questo luogo è parte della sua vita da più di 10 anni.


Per molti bambini e famiglie TOG rappresenta una seconda casa, uno spazio in cui crescere, affrontare sfide quotidiane e costruire il proprio futuro, passo dopo passo.
Per Anna, questo luogo è parte della sua vita da più di 10 anni.


Anna frequenta la terza media e, come tutti i suoi coetanei, sta vivendo un momento importante del suo percorso scolastico e personale. Ma la sua storia ha qualcosa in più: accanto alla scuola, c’è TOG, che accompagna lei e la sua famiglia con tanto impegno nel suo percorso di riabilitazione.
Per i suoi compagni della Scuola Media Vivaio di Milano, però, quel posto è sempre stato un po’ misterioso. Un luogo spesso nominato, ma mai davvero conosciuto.
Fino a quando la loro classe, grazie anche alla sensibilità di Elena, educatrice di Anna, e del lavoro svolto dagli operatori di TOG con la scuola, ha deciso di organizzare una vera e propria visita al Centro.
L’esperienza che Fondazione TOG è riuscita a far vivere ai ragazzi è stata indimenticabile: un mix di entusiasmo, felicità e consapevolezza; la consapevolezza di quanto è ricco e variegato il mondo della disabilità. Lo capiscono bene gli studenti della Media Vivaio, forse meglio di altri, proprio perchè è una scuola musicale. Ogni alunno suona il suo strumento, la cosa difficile è riconoscersi in un’armonia. Una buona classe non è un reggimento che marcia al passo, è un’orchestra che prova lo stesso spartito. Con Anna a TOG è successo esattamente questo. Un percorso unico, personalizzato, in armonia con la famiglia e la scuola.
Cinzia, mamma di Anna

I ragazzi sono stati accolti dagli operatori TOG e hanno avuto l’opportunità di partecipare a laboratori pensati appositamente per loro, realizzati anche grazie al FabLab del Centro.
Tra strumenti innovativi, attività pratiche e momenti di confronto, gli studenti hanno potuto sperimentare in prima persona cosa significa lavorare insieme, creare, immaginare soluzioni.
L’entusiasmo era palpabile: curiosità, domande, stupore hanno riempito le ore che sono volate!
Ma al di là dei laboratori, ciò che ha reso unica questa giornata è stato altro.
Per la prima volta, i compagni di Anna hanno visto con i loro occhi quel luogo “magico” di cui avevano tanto sentito parlare. Hanno potuto immaginare le sue giornate, comprendere meglio una parte importante della sua vita, avvicinarsi con uno sguardo nuovo e più consapevole.
Al rientro a scuola il giorno successivo la classe ha scritto un tema su quello che è accaduto in questa uscita un po’ speciale. Il risultato? Racconti commoventi di cui vale la pena condividere certi passaggi.
TOG sta per Together To Go, perchè è una Fondazione che aiuta persone che hanno difficoltà a essere più autonome; e la mia classe ha potuto visitarla perchè una nostra compagna, la più stilosa, Anna, svolge un percorso lì, praticamente da quando è nata. Abbiamo avuto un’opportunità preziosissima che ci ha permesso di capire molte cose. Per esempio che alcune cose che per me sono normali e scontate per altre possono essere difficilissime e quindi bisogna ingegnarsi per trovare delle soluzioni che vanno bene per tutti!
Una compagna di Anna
Appeno ho messo piede dentro TOG è stato emozionante; sembrava di nuotare sott’acqua con le orecchie tappate, e in sottofondo c’erano voci che dicevano “Wow”, “Guarda lì”, “Che meraviglia questa stanza”. E così ho pensato “quanto sono fortunati i bambini che che possono venire qui a fare le attività. Pensa invece ad altri bambini che magari non hanno un TOG nel loro paese!”
Ogni bambino ha IL DIRITTO di studiare e se uno di loro ha delle difficoltà, allora ha il DIRITTO di essere aiutato. Quindi spero che nel mondo ci siano altre Fondazioni come il TOG.
Una compagna di Anna
Infine la testimonianza dell’educatrice Elena, che ha seguito e continua a seguire i suoi ragazzi in questo cammino di consapevolezza, conoscenza e inclusione reale.
Questa esperienza ha reso molto evidente, nella pratica quotidiana, quanto il lavoro di rete tra scuola, famiglia e servizi come la Fondazione TOG sia la condizione reale che permette di costruire una vera inclusione.
La presenza di Anna in classe ha sicuramente avuto un effetto importante su tutto il gruppo. I ragazzi e le ragazze hanno imparato, giorno dopo giorno, a stare nella diversità senza trasformarla in distanza, facendo propria una normalità nuova, fatta di attenzione, rispetto e adattamento reciproco, in cui l’inclusione è diventata integrazione reale, vissuta nelle relazioni quotidiane, nei giochi, nei conflitti e nelle collaborazioni.
Tutto questo ha costruito nei ragazzi uno sguardo diverso, più aperto e più flessibile nel leggere le persone e le situazioni, e credo che questo sia uno degli apprendimenti più profondi, accompagnare ragazzi e ragazze che un domani saranno adulti più consapevoli, capaci di stare nella complessità e di riconoscere davvero il valore delle differenze.
Elena, Scuola Media Vivaio, educatrice
Questo è il grande obiettivo di progetti come TOG Scuola, creare occasioni di incontro reale, di scambio e contaminazione di mondi: questo è certamente il primo passo imprescindibile per costruire una comunità più inclusiva.