Storie

“Ma è bello quest’impeto d’ala” LA BICI DI SHAIG

24 Ottobre 2019

Riccioli, sorrisi contagiosi e quella pedalata che fa volare!

Shaig è una bimba di 8 anni, in cura al Centro TOG, che, durante il suo percorso riabilitativo, con l’aiuto dei suoi terapisti, ha fatto passi da gigante.
Adesso però è arrivato il momento delle pedalate.

A Gocciolina (traduzione italiana del suo nome armeno) è stato promesso un bolide per sfrecciare al parco con la tata. Da quel momento non sta più nella pelle.
Dopo qualche mese, necessario per studiare insieme ai fisioterapisti e ai makers di OpenDot quale fosse la soluzione più adatta, finalmente arriva la tre ruote tanto attesa.

La bici di Shaig è il terzo traguardo raggiunto dal progetto BICI DI OGNUNO, che fa parte di UNICO- The Other Design, la collezione di oggetti su misura nata dall’incontro di OpenDot e TOG.

La bici di Shaig nasce a partire dal file parametrico progettato per la bicicletta di Lorenzo e successivamente di Viola, e questa volta adattata a seconda delle esigenze specifiche della bambina.

Infatti, oltre all’aspetto ludico di cui il progetto si fa chiaramente portavoce, un ruolo fondamentale in questa bella storia lo giocano tutti gli studi, le ore di co progettazione, le accortezze cinesiologiche e le personalizzazioni della bicicletta, studiate ad hoc per Shaig, che rendono questo oggetto non una semplice bicicletta un po’ particolare, ma un manufatto davvero unico.

Il primo giorno su una bicicletta non si dimentica, ma per Shaig e alcuni bimbi di TOG ha un sapore particolare: “d’impeto d’ala”, come diceva Pascoli.

“Ma bello è quest’impeto d’ala, ma grata è l’ebbrezza del giorno.
Pur dolce è il riposo… Già cala la notte: io ritorno.

La piccola lampada brilla per mezzo all’oscura città.
Più lenta la piccola squilla dà un palpito, e va.
dlin… dlin…”

G.Pascoli – La bicicletta

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In questa sezione raccogliamo le voci di chi vive ogni giorno il nostro lavoro da vicino. Le parole dei giovani pazienti, delle famiglie, dei volontari e di chi fa parte dello staff raccontano esperienze diverse, ma unite da un filo comune: la quotidianità in TOG, fatta di impegno, piccoli progressi, legami che si creano e momenti che lasciano il segno. Storie semplici e autentiche, raccontate in prima persona, che aiutano a capire meglio cosa succede dietro le quinte di un percorso di cura.
“Essere mamma di un ragazzo con una malattia rara è una sfida continua. Quando Rodrigo aveva poco più di un anno, siamo arrivati al Centro TOG senza sapere più cosa fare. Fin dal primo momento, lo staff accogliente e l’ambiente curato ci hanno trasmesso fiducia e serenità. Sono passati 13 anni da allora e i progressi raggiunti sono incredibili.”
Moira
mamma di Rodrigo
“È straordinario vedere i progressi di questi bambini, la gioia in ogni piccolo grande progresso. Merito di un team instancabile, dove competenza e umanità si fondono insieme. Tutto ciò trasforma il partecipare, in qualsiasi modo, alle iniziative della Fondazione TOG, in una soddisfazione profonda, che va al di là di ogni aspettativa.”
Avv. Andrea Giardino
donatore
“Quando Bianca è nata e abbiamo ricevuto la diagnosi, eravamo spaventati e disorientati. Poi abbiamo incontrato TOG, e tutto è cambiato! Bianca è seguita qui da quando aveva pochi mesi, oggi ha 7 anni. Per lei e per noi, questo posto è diventato una seconda casa: il Centro TOG è un luogo di grande competenza e umanità, dove si guarda alle potenzialità di ogni bambino, non ai suoi limiti. E dove si cresce insieme, con impegno e tantissimo amore!”
Francesca
mamma di Bianca
"Sono la mamma di Ambra e Fabio, due fratellini nati nel 2014 e nel 2015. Entrambi hanno una malattia genetica rara, ancora senza nome. Nel nostro Paese d’origine, l’Albania, i medici non capivano di cosa soffrissero i miei bambini, così con mio marito siamo venuti in Italia e abbiamo preso contatto con TOG. Ricordo benissimo il giorno in cui la Dottoressa Neuropsichiatra del Centro mi disse: 'Mamma, non ti preoccupare, da questo momento non siete soli e fino ai 18 anni li seguiremo noi cercando di dargli il meglio.' Quelle parole mi hanno dato forza e speranza, e da allora continuiamo questo percorso con fiducia."
Kristina
mamma di Ambra e Fabio
"Da quando sono entrato come volontario a TOG, ho scoperto un luogo unico: qui la sofferenza non viene nascosta, ma trasformata. Ogni giorno incontro bambini e famiglie che affrontano sfide enormi, eppure ciò che si avverte di più è la loro forza, la loro fiducia nelle persone che si occupano dei bambini e le bambine in carico. TOG è un luogo dove la fragilità non spaventa, ma unisce. Qui ho imparato che la speranza non è un’idea astratta: è qualcosa che si costruisce insieme, passo dopo passo."
Gianluca
volontario a TOG

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