Storie

Distanti ma uniti – pillola n 1: consigli per la lettura

16 Marzo 2020

Cari genitori,

in questi giorni di quarantena ricordatevi che i libri possono essere un’ottima proposta per i vostri bambini; li aiuteranno ad arricchire il lessico, a potenziare la comprensione e ad aumentare i tempi attentivi. Inoltre creare la routine della lettura sarà un’importante occasione per dare al  vostro bambino uno spazio di piacere e condivisione con voi genitori.

Vi forniamo pertanto qualche piccolo consiglio che vi possa essere d’aiuto in queste lunghe giornate:

  • Creiamo un tempo di routine dedicato ai libri, lasciamo che sia il bambino\a a scegliere cosa leggere e accogliamo tutto quello che ci porta. Non frenatevi se il libro vi sembra troppo facile o troppo difficile, ogni libro può essere interessante e utile per il vostro bambino, a condizione che lo raccontiate sottolineando quello che piace al vostro bambino\a.
  • Il luogo dove si legge è molto importante: fate scegliere al bambino lo spazio da associare a questa routine e riproponeteglielo ogni volta che leggete insieme, ricordatevi: tutte le buone abitudini si costruiscono nella ripetizione!
  • La lettura deve essere un piacere e non un obbligo. Ad esempio se il piccolo perde la concentrazione o si allontana non bisogna insistere; l’abitudine di ascoltare cresce e si educa giorno dopo giorno e certamente crescerà, così come il piacere per la lettura.
  • Quando leggiamo usiamo intonazioni diverse, ritmi veloci o lenti, toni alti e bassi. Scandiamo bene le parole senza aver fretta: è molto importante usare la voce per differenziare i personaggi, sottolineare stati d’animo e contesti emotivi. Inoltre la variazione del tono è un ottimo strumento per favorire la tenuta attentiva dei bambini!
  • Anche le parole che indicano i suoni e i rumori (crash, pluf, sbang, slurp) vanno lette con voci e toni appropriati. Ciò aiuta infatti il bambino/a a connotare meglio l’atmosfera. Dopo un po’ si può provare a far ricordare e ripetere i suoni (come faceva il tuffo? e lo scontro?), o chiedere al bambino di completare la frase con l’onomatopea: poi l’uomo ha fatto un tuffo… pluf!
  • Con i bambini piccoli si possono aggiungere abbracci, gesti (salutare, chiamare, dormire), coccole ed espressioni mimiche accentuate.
  • Qualche volta possiamo aggiungere un “amico peluche” che ascolta insieme al bambino/a e lo aiuta a stare più attento (Teddy, siediti con noi, hai capito cosa è successo? Adesso te lo rileggo; dai Teddy stai attento!)
  • Le pause sono importanti per mantenere l’attenzione: danno il tempo di lettura e introducono suspance e curiosità. Le pause dettate dalla punteggiatura vanno sempre seguite ma ancor di più vanno ampliate per sottolineare un evento significativo e importante nella storia.
  • Lasciamo tempo ai bambini di guardare le pagine, fare domande e tornare indietro. Permettiamolo per tutte le volte che serve!
  • Rileggete i libri preferiti tutte le volte che il bimbo lo chiede, anche la stessa storia di seguito dieci volte non è mai troppo!
  • I bambini amano le serie con gli stessi personaggi (un loro coetaneo o un animale dai sentimenti umani in cui si possono identificare) coinvolto in situazioni diverse che possono interessarlo, informarlo, emozionarlo e aiutarlo a superare ostacoli e paure.
  • Mentre si legge\racconta per i bambini piccoli è importante indicare i disegni per potenziare la comprensione (es: “il bambino -si indica il bambino- vuole comprare una macchinina -si indica la macchinina).
  • Alla fine della storia si può ancora giocare a:
    • cercare gli oggetti che c’erano nei disegni della storia
    • preparare il cestino come quello per la nonna
    • travestirsi come il gatto con gli stivali
    • camminare come la papera
    • nuotare come Pingu
    • disegniamo qualcosa che ci ha colpito della storia
  • Mettete i libri belli in ordine in un posto speciale, se i bambini vedono le copertine saranno più invogliati a leggere e a scegliere!

Buona lettura a tutti!

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In questa sezione raccogliamo le voci di chi vive ogni giorno il nostro lavoro da vicino. Le parole dei giovani pazienti, delle famiglie, dei volontari e di chi fa parte dello staff raccontano esperienze diverse, ma unite da un filo comune: la quotidianità in TOG, fatta di impegno, piccoli progressi, legami che si creano e momenti che lasciano il segno. Storie semplici e autentiche, raccontate in prima persona, che aiutano a capire meglio cosa succede dietro le quinte di un percorso di cura.
“Essere mamma di un ragazzo con una malattia rara è una sfida continua. Quando Rodrigo aveva poco più di un anno, siamo arrivati al Centro TOG senza sapere più cosa fare. Fin dal primo momento, lo staff accogliente e l’ambiente curato ci hanno trasmesso fiducia e serenità. Sono passati 13 anni da allora e i progressi raggiunti sono incredibili.”
Moira
mamma di Rodrigo
“È straordinario vedere i progressi di questi bambini, la gioia in ogni piccolo grande progresso. Merito di un team instancabile, dove competenza e umanità si fondono insieme. Tutto ciò trasforma il partecipare, in qualsiasi modo, alle iniziative della Fondazione TOG, in una soddisfazione profonda, che va al di là di ogni aspettativa.”
Avv. Andrea Giardino
donatore
“Quando Bianca è nata e abbiamo ricevuto la diagnosi, eravamo spaventati e disorientati. Poi abbiamo incontrato TOG, e tutto è cambiato! Bianca è seguita qui da quando aveva pochi mesi, oggi ha 7 anni. Per lei e per noi, questo posto è diventato una seconda casa: il Centro TOG è un luogo di grande competenza e umanità, dove si guarda alle potenzialità di ogni bambino, non ai suoi limiti. E dove si cresce insieme, con impegno e tantissimo amore!”
Francesca
mamma di Bianca
"Sono la mamma di Ambra e Fabio, due fratellini nati nel 2014 e nel 2015. Entrambi hanno una malattia genetica rara, ancora senza nome. Nel nostro Paese d’origine, l’Albania, i medici non capivano di cosa soffrissero i miei bambini, così con mio marito siamo venuti in Italia e abbiamo preso contatto con TOG. Ricordo benissimo il giorno in cui la Dottoressa Neuropsichiatra del Centro mi disse: 'Mamma, non ti preoccupare, da questo momento non siete soli e fino ai 18 anni li seguiremo noi cercando di dargli il meglio.' Quelle parole mi hanno dato forza e speranza, e da allora continuiamo questo percorso con fiducia."
Kristina
mamma di Ambra e Fabio
"Da quando sono entrato come volontario a TOG, ho scoperto un luogo unico: qui la sofferenza non viene nascosta, ma trasformata. Ogni giorno incontro bambini e famiglie che affrontano sfide enormi, eppure ciò che si avverte di più è la loro forza, la loro fiducia nelle persone che si occupano dei bambini e le bambine in carico. TOG è un luogo dove la fragilità non spaventa, ma unisce. Qui ho imparato che la speranza non è un’idea astratta: è qualcosa che si costruisce insieme, passo dopo passo."
Gianluca
volontario a TOG

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