Storie

Ulisse, un viaggio nella stanza immersiva del Centro TOG

Luglio 18, 2025

C’è una stanza speciale nel nuovo Centro TOG. È una stanza che non ha confini, né muri. È fatta di luci, suoni, immagini che avvolgono. È un luogo dove il tempo del trattamento si intreccia con quello del gioco, della meraviglia, della possibilità. Si chiama Stanza Immersiva Ulisse, e in due anni di attività è diventata molto più di un ambiente terapeutico: è un viaggio verso l’interno e l’esterno, un laboratorio di traguardi e conquiste, uno spazio dove anche ciò che sembrava impossibile diventa gesto, parola, cambiamento.

Un nuovo orizzonte per la riabilitazione

La Stanza Ulisse, 24 metri quadri di scenari proiettati su pareti e pavimento, è dotata di un sofisticato sistema audio e di motion tracking. Ma ciò che davvero la rende straordinaria è l’effetto che produce nei bambini che la vivono. Qui, ogni suono, ogni movimento, ogni immagine ha uno scopo preciso: sollecitare, stimolare, evocare, in modo naturale e coinvolgente, risposte motorie, cognitive, espressive.

Scenari dove immergersi e giocare

Nei primi mesi di attività, i nostri piccoli esploratori hanno nuotato tra i fondali marini, e, specchiandosi nel loro avatar fatto di bolle, hanno potuto vedere riprodotti i loro gesti in quel mondo fantastico, anche i più impacciati e i più piccoli movimenti sono diventati strumento di lavoro, ma soprattutto oggetto di meraviglia.
Sia la fisioterapia che la terapia di neuropsicomotricità e la musicoterapia si sono arricchite così di uno strumento potentissimo ulteriore nelle mani degli specialisti del Centro TOG.

A partire dai primi mesi del 2025 nella stanza Ulisse sono stati installati nuovi diversi scenari, con relative altre funzioni interattive. I bambini in cura a TOG hanno passeggiato in una giungla animata, respirato il silenzio di un bosco, scoperto gli animali nascosti tra i rami mossi dal vento. Ogni scenario è stato studiato per offrire esperienze multisensoriali e interattive: quando un bambino si avvicina a una cascata, il suono dell’acqua si fa più intenso; un movimento della mano può far volare una farfalla o avvicinare un animale selvaggio nella savana.

L’effetto è duplice: da un lato, la motivazione del bambino cresce in modo esponenziale; dall’altro, il terapeuta ha tra le mani un nuovo strumento di osservazione e stimolo, che si adatta con flessibilità al piano riabilitativo personalizzato.

Dalla terapia alla scoperta di sé

I risultati di questi primi due anni parlano chiaro. Per molti bambini seguiti da TOG – affetti da paralisi cerebrale o da sindromi genetiche complesse – l’esperienza immersiva ha rappresentato un salto qualitativo nella partecipazione alle attività terapeutiche. Il repertorio gestuale si è ampliato, la comunicazione si è fatta più ricca, l’espressività più spontanea. Ma non solo: l’atmosfera coinvolgente della stanza ha permesso a molti di vivere momenti di leggerezza e gioco, rompendo la fatica della routine riabilitativa quotidiana.

Una nuova idea di cura

“Ulisse” non è solo un nome evocativo. È una metafora perfetta del viaggio che ogni bambino compie, accompagnato dai nostri terapisti, alla scoperta delle sue potenzialità. Come l’eroe omerico e dantesco, anche i nostri bambini affrontano tempeste, esplorano mondi nuovi, e ogni giorno approdano a una nuova conquista, piccola o grande che sia.

La Stanza Immersiva è oggi parte integrante del percorso terapeutico TOG. Non ha sostituito le terapie tradizionali, ma le ha arricchite di senso e possibilità.

Dei remi facemmo ali al folle volo

Purgatorio XIV

E il viaggio continua…

Il progetto non si ferma qui! I prossimi step prevedono l’analisi approfondita dei dati raccolti e una sempre maggiore integrazione tra mondo terapeutico, familiare e scolastico.

Perché ogni bambino ha diritto a vivere il proprio viaggio, e noi vogliamo continuare a essere al suo fianco con passione, dedizione, e lo sguardo sempre rivolto all’orizzonte.

Per sostenere la Stanza Ulisse e tutti i progetti della Fondazione TOG, visita https://dona.fondazionetog.org/
Ogni aiuto, piccolo o grande, è un passo in più nel viaggio di tanti bambini verso un miglioramento concreto della qualità della vita e una sempre maggiore autonomia.

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Testimonianze

In questa sezione raccogliamo le voci di chi vive ogni giorno il nostro lavoro da vicino. Le parole dei giovani pazienti, delle famiglie, dei volontari e di chi fa parte dello staff raccontano esperienze diverse, ma unite da un filo comune: la quotidianità in TOG, fatta di impegno, piccoli progressi, legami che si creano e momenti che lasciano il segno. Storie semplici e autentiche, raccontate in prima persona, che aiutano a capire meglio cosa succede dietro le quinte di un percorso di cura.
“Essere mamma di un ragazzo con una malattia rara è una sfida continua. Quando Rodrigo aveva poco più di un anno, siamo arrivati al Centro TOG senza sapere più cosa fare. Fin dal primo momento, lo staff accogliente e l’ambiente curato ci hanno trasmesso fiducia e serenità. Sono passati 13 anni da allora e i progressi raggiunti sono incredibili.”
Moira
mamma di Rodrigo
“È straordinario vedere i progressi di questi bambini, la gioia in ogni piccolo grande progresso. Merito di un team instancabile, dove competenza e umanità si fondono insieme. Tutto ciò trasforma il partecipare, in qualsiasi modo, alle iniziative della Fondazione TOG, in una soddisfazione profonda, che va al di là di ogni aspettativa.”
Avv. Andrea Giardino
donatore
“Quando Bianca è nata e abbiamo ricevuto la diagnosi, eravamo spaventati e disorientati. Poi abbiamo incontrato TOG, e tutto è cambiato! Bianca è seguita qui da quando aveva pochi mesi, oggi ha 7 anni. Per lei e per noi, questo posto è diventato una seconda casa: il Centro TOG è un luogo di grande competenza e umanità, dove si guarda alle potenzialità di ogni bambino, non ai suoi limiti. E dove si cresce insieme, con impegno e tantissimo amore!”
Francesca
mamma di Bianca
"Sono la mamma di Ambra e Fabio, due fratellini nati nel 2014 e nel 2015. Entrambi hanno una malattia genetica rara, ancora senza nome. Nel nostro Paese d’origine, l’Albania, i medici non capivano di cosa soffrissero i miei bambini, così con mio marito siamo venuti in Italia e abbiamo preso contatto con TOG. Ricordo benissimo il giorno in cui la Dottoressa Neuropsichiatra del Centro mi disse: 'Mamma, non ti preoccupare, da questo momento non siete soli e fino ai 18 anni li seguiremo noi cercando di dargli il meglio.' Quelle parole mi hanno dato forza e speranza, e da allora continuiamo questo percorso con fiducia."
Kristina
mamma di Ambra e Fabio
"Da quando sono entrato come volontario a TOG, ho scoperto un luogo unico: qui la sofferenza non viene nascosta, ma trasformata. Ogni giorno incontro bambini e famiglie che affrontano sfide enormi, eppure ciò che si avverte di più è la loro forza, la loro fiducia nelle persone che si occupano dei bambini e le bambine in carico. TOG è un luogo dove la fragilità non spaventa, ma unisce. Qui ho imparato che la speranza non è un’idea astratta: è qualcosa che si costruisce insieme, passo dopo passo."
Gianluca
volontario a TOG

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