Mercoledì 4 marzo, tra le strade di Venezia, c’era anche un pezzo della storia di TOG.
A portare la FIAMMA PARALIMPICA è stato Tommaso, che da anni è parte della comunità di Fondazione TOG. Da bambino ha seguito i percorsi terapeutici del Centro TOG che lo hano aiutato in varie fasi della vita. E oggi è parte dello staff di Fondazione TOG, con un ruolo di front office e accoglienza.
Storie
Un ragazzo di TOG tra i Tedofori delle Paraolimpiadi
Il senso della continuità e del legame tra la cura e la vita
Un momento simbolico e potente: non solo un gesto legato allo sport, ma un passaggio che racconta un percorso di crescita, autonomia e partecipazione alla vita sociale.
Quando la fiamma diventa un percorso di autonomia
Per chi conosce la realtà di TOG, il gesto di Tommaso assume un significato ancora più profondo.
La mission della Fondazione non si limita infatti alla riabilitazione altamente specializzata per bambini e adolescenti con patologie neurologiche complesse. Il lavoro quotidiano del centro mira anche a sostenere i percorsi di crescita, accompagnando le persone verso una vita il più possibile autonoma e partecipata.
Questo significa guardare oltre la terapia: sostenere lo sviluppo delle competenze, favorire le relazioni, immaginare opportunità di formazione e lavoro.
È proprio in questa prospettiva che nascono collaborazioni come quella con Intesa Sanpaolo, orientate a costruire opportunità concrete di inserimento lavorativo.




