Storie

Distanti ma uniti – pillola n.3: il metodo di studio

20 Marzo 2020

STUDIAMO INSIEME

Questo strumento è pensato per consigliare e impostare il metodo di studio per i nostri bambini e ragazzi, in modo tale da guidare i genitori e le famiglie in questi giorni di studio da casa.

Il metodo di studio è l’insieme di attività, approcci e modalità che consente ad ognuno di acquisire informazioni nuove, con gli adattamenti necessari alle proprie caratteristiche di apprendimento e stile cognitivo.

PRIMA DI INIZIARE
organizzazione del luogo di studio

  • Scegliamo l’ambiente adeguato, senza distrazioni, senza rumori di fondo.
  • Chiudiamo la porta.
  • Decidiamo NOI genitori che ci sarà una PAUSA, come e quando lo decideremo in base alle esigenze del nostro bambino.

Organizzazione del materiale

  • Verifichiamo di avere tutto il materiale che ci serve, per non dover interromperci e andare a cercare: il diario, il libro, il quaderno o il blocco per appunti , astuccio con evidenziatori di diverso colore.
  • Controlliamo che le fotocopie siano chiare, senza sbavature, con le righe per scrivere sufficientemente grandi per la scrittura del nostro bambino.

SERVIRANNO ANCHE:

  • fogli bianchi.
  • post it.
  • quaderno personale delle parole difficili; quello costruito insieme all’insegnante a scuola, o quello che tenete a casa per voi.
  • vocabolario, se siamo abituati ad usarlo, se non abbiamo Internet.
  • il computer con accesso a Internet.

Scegliamo la modalità di lettura

  • L’adulto a voce alta con il bambino che ascolta.
  • L’adulto a voce alta con il bambino che segue con il dito.
  • Il bambino se ha una lettura  sufficientemente fluente.
  • Il bambino e l’adulto , che si dividono la lettura delle frasi del brano.

FARE INSIEME CON CALMA E PRECISIONE
il metodo

Prima di iniziare
Devo sapere che ci sarà un momento di solo lettura ( decifrazione) a cui segue una seconda lettura per comprendere e apprendere.
Per questo è necessario:

  • dividere il testo in piccoli blocchi
  • evidenziare solo ciò che è proprio utile: parole chiave, parole nuove, nomi da ricordare.

Mentre si elaborano le informazioni del testo
Il bambino può essere abituato all’uso diorganizzatori sintattici o grafici, bisogna continuare ad usare quelli che conosce.

  • Gli organizzatori sintattici: sono quelle domande che aiutano a focalizzare il personaggio: (chi), l’azione (cosa), il luogo (dove) ecc.
  • Gli organizzatori grafici possono essere frecce, cerchi, simboli (un orologio per il tempo, una casa per le abitazioni, un sole per il clima, ecc…).

Verso la costruzione di uno schema
Si parla e si discute molto di schemi: semantico, lessicale, iconico, ad albero, a doppia entrata ma quale serve al nostro bambino?
La risposta è nel conoscere il suo stile cognitivo.

Stile visivo (non verbale)
Si useranno disegni, foto, corrispondenti alle parole chiave; si useranno colori diversi per sottolineare nel testo e poi nella mappa i diversi contenuti; si lavorerà sul recupero di esperienze piacevoli (es “ti ricordi quando siamo andati a Todi, com’era il paesaggio?”)

Stile uditivo
Si deve privilegiare l’ascolto attento, registrare piccoli argomenti e farli riascoltare.
Lavorare sul completamento (il bambino conclude una frase pronunciata dall’adulto).

Stile cinestesico
Trasformare in pratica quello che si deve studiare, usando materiali diversi; il lego per differenziare l’altezza delle montagne rispetto le colline, la sabbia cinetica per evidenziare i confini.
Alternare lo studio tra momenti in cui si sta seduti rispetto ad altri in cui ci si può muovere.

Lo schema

Lo schema sarà alternativamente scritto dal  bambino e\o dall’adulto.
Si tratta di appunti, parole, immagini, foto o plastici, con carattere preferibilmente in stampato maiuscolo e spazio intorno.

Lo schema è lo spunto per attivare un processo consapevole di elaborazione delle informazioni, usando:

  • le categorie: strumenti, abitazioni, attività.
  • i concetti sovra ordinati: colore, forma, misura, direzione, posizione.

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In questa sezione raccogliamo le voci di chi vive ogni giorno il nostro lavoro da vicino. Le parole dei giovani pazienti, delle famiglie, dei volontari e di chi fa parte dello staff raccontano esperienze diverse, ma unite da un filo comune: la quotidianità in TOG, fatta di impegno, piccoli progressi, legami che si creano e momenti che lasciano il segno. Storie semplici e autentiche, raccontate in prima persona, che aiutano a capire meglio cosa succede dietro le quinte di un percorso di cura.
“Essere mamma di un ragazzo con una malattia rara è una sfida continua. Quando Rodrigo aveva poco più di un anno, siamo arrivati al Centro TOG senza sapere più cosa fare. Fin dal primo momento, lo staff accogliente e l’ambiente curato ci hanno trasmesso fiducia e serenità. Sono passati 13 anni da allora e i progressi raggiunti sono incredibili.”
Moira
mamma di Rodrigo
“È straordinario vedere i progressi di questi bambini, la gioia in ogni piccolo grande progresso. Merito di un team instancabile, dove competenza e umanità si fondono insieme. Tutto ciò trasforma il partecipare, in qualsiasi modo, alle iniziative della Fondazione TOG, in una soddisfazione profonda, che va al di là di ogni aspettativa.”
Avv. Andrea Giardino
donatore
“Quando Bianca è nata e abbiamo ricevuto la diagnosi, eravamo spaventati e disorientati. Poi abbiamo incontrato TOG, e tutto è cambiato! Bianca è seguita qui da quando aveva pochi mesi, oggi ha 7 anni. Per lei e per noi, questo posto è diventato una seconda casa: il Centro TOG è un luogo di grande competenza e umanità, dove si guarda alle potenzialità di ogni bambino, non ai suoi limiti. E dove si cresce insieme, con impegno e tantissimo amore!”
Francesca
mamma di Bianca
"Sono la mamma di Ambra e Fabio, due fratellini nati nel 2014 e nel 2015. Entrambi hanno una malattia genetica rara, ancora senza nome. Nel nostro Paese d’origine, l’Albania, i medici non capivano di cosa soffrissero i miei bambini, così con mio marito siamo venuti in Italia e abbiamo preso contatto con TOG. Ricordo benissimo il giorno in cui la Dottoressa Neuropsichiatra del Centro mi disse: 'Mamma, non ti preoccupare, da questo momento non siete soli e fino ai 18 anni li seguiremo noi cercando di dargli il meglio.' Quelle parole mi hanno dato forza e speranza, e da allora continuiamo questo percorso con fiducia."
Kristina
mamma di Ambra e Fabio
"Da quando sono entrato come volontario a TOG, ho scoperto un luogo unico: qui la sofferenza non viene nascosta, ma trasformata. Ogni giorno incontro bambini e famiglie che affrontano sfide enormi, eppure ciò che si avverte di più è la loro forza, la loro fiducia nelle persone che si occupano dei bambini e le bambine in carico. TOG è un luogo dove la fragilità non spaventa, ma unisce. Qui ho imparato che la speranza non è un’idea astratta: è qualcosa che si costruisce insieme, passo dopo passo."
Gianluca
volontario a TOG

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